La Juve ritrova Iaquinta e una speranza Champions

Pubblicato da Redazione Notizie.it il 26 aprile 2010 15:56
Più informazioni su:
/home/blogim/domains/notizie.it/wp-content/blogs.dir/34/files/2010/04/26_21_are_f1_458.jpg

La Champions è ancora lontanissima, ma la fiammella di speranza resta accesa, per la Juventus. I bianconeri battono il Bari e scavalcano il Napoli, rimanendo a meno quattro (cinque in virtù degli scontri diretti) dal Palermo. Si può quindi ancora credere, almeno matematicamente, nell’impresa, anche se resta molto difficile.

A giudicare dal primo tempo, però, l’ostacolo principale per centrare l’obiettivo europeo era proprio la Juventus stessa, lenta, accentrata, confusionaria e approssimativa. È arrivata a creare il primo pericolo al 44′, con una capocciata di Del Piero finita sulla traversa.
Ma il Bari, svogliato e velleitario, poteva farle assai male tre minuti prima, quando Koman, dopo una rapida triangolazione con Almiron e Alvarez, aveva colpito sicuro da pochi metri e Buffon aveva compiuto il miracolo. Nella ripresa Zaccheroni (tardivamente) mette in campo Iaquinta, per un inguardabile Amauri e Candreva per Camoranesi, attivissimo ma preda ormai troppo spesso di raptus (aveva messo le meni addosso a un guardalinee e se l’era cavata solo con il giallo) ed è la svolta.

Diego finalmente azzecca una giocata: assist facile facile per Iaquinta, che si ricorda di essere una grande punta e segna un gol molto difficile. Schiodato il risultato, la Juve ha dilagato, arrivando al raddoppio sei minuti dopo, ma l’arbitro ha giustamente annullato per un fuorigioco di Diego.

Che però fosse una Juve diversa lo si era capito subito, quando Chiellini ha costretto, al 1′, Gillet alla paratona e lo spento Del Piero di ieri ha colpito la seconda traversa a portiere battuto.

Non poteva che raddoppiare, la squadra di Zaccheroni, questa volta con la complicità del Bari, la cui difesa si è fatta trovare sorpresa da un assist di Candreva per Diego, messo giù da Gillet in area.

Del Piero ha chiuso la partita realizzando il rigore. Il terzo gol arriva dopo un’altra manciata di minuti, questa volta con sospetto di fuorigioco di Del Piero, anche se è Iaquinta a toccare per ultimo in rete.

Ma la partita era ormai finita e nemmeno il Bari, all’Olimpico con due punte autentici fantasmi, ci credeva più.
Domenica prossima sapremo se la bella Juventus della ripresa ha solo intonato il canto del cigno, dando il la al coro dei rimpianti, oppure se ancora potrà rosicchiare punti decisivi al Palermo che sembra lanciatissimo e alla Samp che ha in casa una partita facile, quella con il Livorno.
Se ci si vuole proiettare nel futuro, sono emerse altre indicazioni inquietanti: Diego non ne ha azzeccata una (tranne l’assist per Iaquinta), rallenta il gioco e non regala aperture decisive.

Se è un campione, quest’anno certo non lo ha dimostrato. Sulla coppie di terzini schierate ieri da Zaccheroni (Zebina-De Ceglie), meglio sorvolare. Ma preoccupa anche il nervosismo di Camoranesi (ieri c’erano già Sissoko e Melo squalificati) e la totale involuzione di Amauri, che in simili condizioni si può certo scordare il Sudafrica.
Iaquinta, invece, lo vede sempre più vicino, perchè ha compiuto un balzo decisivo verso la riconquista della condizione ottimale.